Salve, è da un pò di tempo che non scrivo sul blog. Qualche giorno fa su repubblica.it ho letto un articolo che vi riporto di seguito in cui si parlava si un “calo del desiderio” nelle coppie. Dopo aver letto l’articolo ho pensato subito di postarlo qui sul mio blog per avere il Vs. parere. A noi sinceramente in questo periodo il desiderio sale, basta stare tranquilli a riposare sul letto, uno sguardo provocante, malizioso e l’eccitazione sale e ci ritroviamo avvinghiati a fare l’amore.
La carica di stimoli ha prodotto un cortocircuito nella libido. Le unioni si scoprono caste
Quaranta coppie su cento rinunciano ad ogni rapporto fisico. E lo fanno con orgoglio
Nell’era di YouTube l’uomo ripiega sulla “web trasgressione”
mettere in vetrina la propria donna nuda su internet
di ALESSANDRA RETICOROMA – Molta noia e tanto sonno, ce ne sono di ragioni forti per girarsi dall’altra parte del letto. Buonanotte, tesoro: desiderio sottozero, appetiti assopiti. Di sesso se ne vede così tanto e se ne parla così a lungo che poi, nel corpo a corpo, tutto svanisce. No sex in the city, e nemmeno da altre parti: 40 coppie su 100 dicono no grazie. Una ricerca di Mente & Cervello di questo mese indaga nell’universo di quelli che non lo fanno. Per disaffezione, per tedio, perché pensano ad altro. Perché dopo la sbornia post rivoluzionaria della liberazione nei Settanta e dopo una giornata qualunque carica di allusioni, stimoli, strizzatine d’occhio, non se ne può più. La pubblicità, la tv, i reality e i talk show, internet e tutto l’osceno chiacchiericcio post pornografico sembrano aver provocato l’addio ai piaceri carnali: astinenza e inappetenza.
Matrimoni bianchi, unioni fraterne, relazioni incorporee. Mentre il paesaggio culturale si riempie di messaggi erotici, la libido si svuota. Asessuali, antisessuali, i nomi dell’amore di oggi sono privativi e ostili. Ormai nascono anche club, circoli, gruppi e ghetti di quelli che il desiderio non lo vogliono proprio, dentro l’istinto non ce l’hanno, l’hanno perso, non lo vogliono più. Si mettono l’anello della castità, per sposarsi a una vita senza amplessi. Aven (Asexual visibility and education network) è un forum online nato nel 2001 in America, adesso ha 10mila iscritti in tutto il mondo e 800 italiani registrati. Rivendicano l’orgoglio antierotico e non perché militano contro Eros, ma perché quel dio lì a loro non ha mai parlato. O non lo vogliono adorare oltre. Nei campus americani esistono organizzazioni di studenti votati alla verginità, parecchi maschi. Spettacolare frontiera del nosex è la danza della purezza inventata una decina di anni fa da Randy Wilson, evangelico forsennato e telepredicatore. Trattasi di danze che celebrano la virtù dell’illibatezza, se ne fanno garanti i padri che piroettano con le figlie prima di cederle, musicalmente, ai fidanzati. Strambe forme di rappresentazione ma, si sa, per gli americani lo show è un simulacro della vita in tutte le sue declinazioni. Da noi la performance esistenziale mantiene uno stile più classico, e allora ci si gira dall’altra parte. Sempre di più, sempre più lui. Dall’ultimo congresso della Federazione europea di Sessuologia cifre e temi non esattamente consolatori: il vecchio nostalgico calo di desiderio è triplicato in dieci anni. Poca fame d’amore. Rapporti anoressici. Quaranta coppie su cento ripudiano il sesso. Spesso è lui a dire ho mal di testa: teme il giudizio della compagna. Che prima si sente in colpa e poi dice sai cos’è, ti tradisco. Categoria in aumento, in vertiginoso progresso. Un disinteresse che inizia subito, presto, da giovani: “Nei ragazzi italiani siamo quasi all’anoressia sessuale” ha spiegato Giorgio Franco, andrologo della Sapienza di Roma. “A partire dall’adolescenza sono informatissimi ed emancipati, ma tra i 25 e i 35 non sanno gestire la sessualità giorno dopo giorno”.
Molte parole, molte visioni, poche o nulle emozioni. Oppure troppe, esagerate: c’è la tipologia di coppia “bulimica”, 50enni, complici. Grandi abbuffate smaltite con bianchi digiuni. Le “sazie” sono il 30%, le inappetenti il 20. Sesso poco e se proprio capita. Le metafore dei disturbi alimentari vanno molto tra gli esperti per descrivere la fuga dagli abbracci, dai letti, da se stessi: l’abbondanza che genera penuria, l’eccesso assenza. D’altra parte se pure con lo yogurt dovremmo farlo, allora capisci l’amore che fine ha fatto. Fluisce così cremoso che alla fine viene nausea. L’incontro vero è rimandato (sine die), il sesso finto, invece, hai voglia: emerge la sindrome di Amsterdam, dicono i sessuologi, techno trasgressione molto maschile che consiste nel mettere in vetrina la propria donna nuda su internet. Vedere e non toccare, bit al posto dei sensi. Crollati tutti i tabù, c’è sempre YouTube.
Fonte: www.repubblica.it



