Come nel post precedente, prendendo spunto da un articolo pubblicato su blog di panorama vi propongo un nuovo argomento:IL CALO DEL DESIDERIO.
Cosa sta succedendo alle coppie italiane? Stanno perdendo il desiderio. Quaranta coppie su cento non fanno l’amore. E’ il risultato di un rapporto sugli italiani a letto disegnato da sessuologi, ginecologi e andrologi che verrà presentato in occasione del IX Congresso della Federazione europea di Sessuologia che si tiene a Roma dal 13 al 17 aprile.
Panorama.it ne ha parlato con Chiara Simonelli, sessuologa dell’Università La Sapienza di Roma e vicepresidente della Federazione.Che cosa dicono i dati che avete raccolto?
Abbiamo fatto una fotografia della coppia italiana oggi e possiamo confrontare i dati con quelli raccolti 10 anni fa. La prima cosa che salta all’occhio è l’aumento delle richieste di consulenza. Tra i problemi ricorrenti per l’uomo ci sono il deficit dell’erezione, l’eiaculazione precoce, che avviene a un’età media sempre più bassa. Nelle donne il vaginismo, che impedisce la penetrazione e dà luogo a matrimoni bianchi. Ma sono in grande aumento soprattutto le richieste di aiuto per problemi legati al calo del desiderio, derivante da problematiche di tipo relazionale.Quando e perché le coppie smettono di fare sesso?
Negli ultimi dieci anni sono triplicate le richieste di intervento sul calo del desiderio e nella maggior parte dei casi chi ne soffre sono i maschi. Il mal di testa, che è sempre stato appannaggio femminile, oggi ce l’ha lui, però dice “sono stressato dal lavoro”. Ma il risultato non cambia. I motivi sono i più disparati, ma il più delle volte nella coppia di lungo corso, che sta insieme da almeno 2 o 3 anni, subentra da parte dell’uomo un distacco, una distrazione. Spesso il calo del desiderio è perciò solo dentro alla coppia. I fenomeni emergenti sono quello della dipendenza da internet (sesso e pornografia online) e la frequentazione di prostitute: i numeri sono molto cresciuti.Che cosa cerca l’uomo al di fuori della coppia?
Un sesso diverso, a uso e consumo maschile, più facile e meno impegnativo. Con la prostituta non c’è relazione. C’è la richiesta di un erotismo che non faccia pagare un prezzo alto in termini di coinvolgimento e che sia velocemente gratificante, senza possibilità di recriminazioni.C’è un’età critica per l’uomo?
Il fenomeno è spalmato su tutte le età e riguarda uomini di successo e persone con lavori qualunque. La percentuale delle coppie che io definisco “anoressiche” si attesta intorno al 40 per cento.E il restante 60 per cento come se la cava?
C’è una quota di “bulimici”, che reagiscono all’insoddisfazione e cercano di tenere vivo l’erotismo nella coppia con ogni marchingegno: è il famoso “famolo strano” con le sue varianti. Il pericolo è che si possa creare un’altra forma di dipendenza. Alcuni escamotages possono ringalluzzire la coppia, come l’idea, che passa sotto il nome di sindrome di Amsterdam, di mostrare il corpo del partner agli occhi di un terzo (sempre più spesso agli occhi di molti, su internet). Ma il processo arriva presto a saturazione e, come per la droga, bisogna aumentare le dosi o cambiare sostanza.
E poi c’è un 30 per cento circa di coppie che definirei “sazie”, che hanno una buona intesa.Come mai la coppia in questi ultimi dieci anni è entrata in crisi?
A mio avviso c’è stata una valorizzazione estrema, forse anche poco realistica, della coppia, vista come una sorta di bene rifugio. Si sono create molte aspettative e alla verifica del fatto che invece ci sono mille difficoltà molte coppie non reggono.E’ possibile che nel fenomeno abbia un ruolo la sempre maggiore disponibilità di sesso online: gratuito, facile, comodo?
Senz’altro. Paesi che sono più avanti di noi dal punto di vista della diffusione delle tecnologie, come il Nord America, hanno osservato questo calo del desiderio molto prima.
A voi la parola



